FACCIAMO RUMORE!
Reduci da una società a stampo patriarcale, noi donne siamo state da sempre considerate l’anello debole di una comunità costruita ad immagine e somiglianza dell’uomo. Solo di recente, ci è stata data la possibilità di crearci una vera e propria identità, riconosciuta e gratificata, al di fuori del sesso di appartenenza.
Dopo anni di studi e, finalmente, una posizione lavorativa stabile, posso dire che non solo sia importante, ma anzi indispensabile avere una propria autonomia, a cominciare proprio dalla base economica.
Sembrerà strano ma una delle tante tipologie di violenza esistenti, è proprio quella di stampo economico-reddituale: il compagno/ il marito, se non disponete di liquidità, vi avrà sempre in pugno, potendo decidere della vostra vita in ogni momento. Non sarete libere di scappare, tanto meno con bambini al seguito, perché, giustamente, non avreste modo di mantenervi in modo dignitoso, non avreste un tetto sotto cui ripararvi e non avreste alcuna possibilità di liberarvi dalla sua morsa pressante...
La violenza è fisica: se vi picchia, non è amore. Se vi fa del male, non è affetto. Se vi tira uno schiaffo, non è per gioco. Donne non giustificate nulla, non sottovalutate nemmeno il più piccolo accenno di violenza: potrebbe essere già troppo tardi.
La violenza è psicologica: lo scopo di un manipolatore è quello di isolarvi, allontanarvi dai famigliari, dagli amici, dalle vostre persone di riferimento per lasciarvi completamente sole. Anzi, sole, ma con LUI: non avrete nessuno a cui rivolgervi in caso di necessità, non ne sentirete nemmeno il bisogno, dal momento che lui sarà sempre lì per accudirvi, per rispondere, con la sua presenza, alle vostre domande, ma ad una sola condizione: che viviate secondo il suo modo di pensare, di essere e di concepire la vita stessa. Voi esistete solo in sua presenza, solo in sua compagnia, non avete più un’identità, non potete permettervi di prendere posizione, esprimere un’opinione, giusta o sbagliata che sia; vi limiterete ad ESISTERE in sua funzione.
Chi subisce violenza entra in un vortice a maglie strette senza nemmeno rendersi conto di quello che sta accadendo: si tende a nascondere, a coprire sotto una coltre di vergogna ogni pensiero di “evasione” e “voglia di libertà” da una situazione pesante ed opprimente.. Si tende a giustificare, a dar per scontato, fino al punto di colpevolizzarsi perché non si è fatto abbastanza, non si è state sufficientemente brave e diligenti e quindi è giusto prendere un rimprovero, è meritato ricevere un pugno, è liberatorio essere ammazzate..
L’intimidazione, la minaccia, il maltrattamento, lo sfruttamento sono tutte forme di sopruso, che, se non curate, possono sfociare nell’ “omicidio dell’anima”: una distruzione completa dell’integrità fisica e psichica della donna. I traumi e le ripercussioni sulla condizione psicofisica sono tali per cui si diventa complici inconsapevoli del proprio aguzzino, finendo per provare addirittura, nei casi più estremi, un ricorrente desiderio di sparire del tutto, di cancellare definitivamente quel puntino che si è diventati.
Ora mi rivolgo direttamente a voi, a NOI: non siete e non siamo sole. Non abbiate paura di chiedere aiuto, di rivolgervi alle autorità, di usufruire degli strumenti messi a disposizione per difendervi dalla violenza. Non abbiate timore di aprirvi, e di raccontare la vostra storia, perché è solo attraverso l’esperienza che si impara ad andare avanti, ad affrontare la vita a testa alta, consapevoli di quello che si è, di quello che si è passato e di quello che non si vorrà far passare ad altre.
La prevenzione, l’educazione, l’istruzione fin dai primi anni tra i banchi, per costruire un mondo migliore, fatto di cooperazione, aiuto e rispetto.
La consapevolezza di quello che si è, di essere persone, di essere donne, in grado di decidere inautonomia della propria vita, di plasmare il futuro a propria immagine e somiglianza e, perché no, di educare i propri figli ad essere coraggiosi perché la vita è già dura di suo e, se non si è in grado disopravvivere e resistere, non sarà certo lei a farlo al nostro posto.
Donne, non abbassate lo sguardo, ragazze, cogliete il primo spunto di violenza, anche minimo, non dovete sopportare nulla, nemmeno il più piccolo accenno. Meritate di più, meritate di meglio perché siete come farfalle, pronte a rompere una crisalide trasparente che nasconde i vostri sogni e a liberare le vostre bellissime ali, pronte a spiccare un volo verso un mondo migliore..
Amate in modo sano, desiderate una relazione che vi dia un qualcosa in più rispetto a quello che siete, cercate una persona che vi rispetti, vi valorizzi e vi accetti per quello che siete, senza volervi migliorare.. Perché a questo punto, diventa imposizione e annullamento di voi stesse in nome di qualcosa che esula da voi, in nome di un volere malsano e pericoloso. Non accontentatevi mai, desiderate sempre il meglio, per voi stesse e per chi vi circonda..
Siate libere di scegliere, di sbagliare, certo, ma anche di capire e di ricominciare..

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