Sui miei passi...
Anni fa leggevo di gente che partiva per cammini, in viaggio per più giorni con un zaino in spalla come casa.. Mah, mi dicevo, cosa li spinge poi a sopportare una fatica tale? Cosa li anima dentro?
Nello stesso tempo, però, provavo un senso di ammirazione e stupore per il coraggio nell'affrontare quel genere di avventura. No, non sto parlando di Santiago, il "cammino" per antonomasia... in quel momento non ci avrei mai pensato; mi bastava pensare a trekking più vicini per spaventarmi già..
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| La vista dal Santuario di San Luca |
Un cammino va affrontato con l'animo giusto, con la mente aperta e il cuore pronto a riempirsi della bellezza che ci circonda. Perchè è vero, camminare libera i pensieri e li fa fluire in un vortice di idee, ma per farlo dobbiamo essere pronti. E se non lo siamo? Stiamo a casa, meglio non partire col mood sbagliato: significherebbe rovinarsi l'intero viaggio, sai che peccato...
La pandemia mi ha fatto bene da un punto di vista: certo essere rinchiusi in quattro mura e poter uscire solo per una boccata d'aria nel cortile non era il massimo, ma ho avuto davvero tanto tempo, troppo forse, per frenarmi un attimo e mettere su carta quello che mi vorticava in testa. E ho finito per metterlo nelle gambe, sentivo forte la voglia di evadere, la necessità di uscire dalla realtà e ritrovarmi sola in mezzo al nulla, cullata dal cinguettare degli uccellini e dal fruscio del vento...
Bastava solo iniziare...


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