La Via degli Dei in quattro giorni: Last Day

 

Le torte casarecce e la marmellata di arance servite per colazione hanno un pò allievato il dolore ai piedi: avevo più vesciche che sentimenti lunedì 18 Aprile, ma non potevo certo abbandonare il Cammino. E quindi, dopo averli incerottati per bene, si parte alla volta di Firenze, ma non prima di fermarsi del forno al centro di San Piero a Sieve per prendere un panino per il pranzo.

L'ultima tappa sembra facile... Sembra, ma penso sia la più dura di tutte. Sarà perchè, per come avevo programmato il viaggio, sarebbe stata la più lunga, sarà per i piedi massacrati, sarà perchè pensi che sia tutta pianura; ma sì, che ci vorrà ad arrivare in città, ti dici sotto i baffi....

La mattinata inizia subito con una salita, che ti porta ad allontanarti pian piano da San Piero, avendo modo di avvistare la vecchia fortezza medicea che una volta dominava la vallata del Sieve. Pochi metri, e si entra nel cuore della Toscana, quella verace, pura, quell'immaginario collettivo: filari di cipressi, campi di ulivi e casolari ristrutturati da poco con fiori alle finestre... 



Si passa per Spugnole e, dopo essere saliti su una ripida collina, si arriva a Trebbio, dove si può rimirare una bellissima villa medicea con tanto di torre e chiesetta privata, famosa per aver ospitato Amerigo Vespucci e Botticelli. 
Si procede in piano per qualche chilometro, raggiungendo località Tagliaferro. Si esce dal bosco e, davanti ai nostri occhi, si erge la Badia del Buonsollazzo, edificio abbandonato, il cui nome daeriva da Bono Solatio, località "ben soleggiata". Un luogo davvero inquietante.. Non mi sono soffermata più di tanto, ve l'assicuro! 

Ma l'inferno doveva ancora arrivare, bastava voltare a sinistra ed incamminarsi su per la collina: uno striscione da albero a albero: "Superato il Purgatorio, ammirate il Paradiso", svettava lì dall'ultimo trail che organizzano ogni anno lungo la Via. 
Inizia la salita al Monte Senario, da me piacevolmente soprannominato Monte Calvario. Radici, sassi, pietre e tanto, tantissimo fango... In diversi punti, il percorso era impraticabile e sono sprofondata nella melma con tutte le scarpe. I piedi hanno ringraziato parecchio! 
Arrivata alla croce, mi sono emozionata e ho cominciato a piangere, l'emozione era grandissima, ho lasciato un bigliettino sotto un sasso col mio nome, chissà per quanto rimarrà..
Dopo qualche chilometro, arrivo in cresta, si apre una salita asfaltata circondata da abeti altissimi, si segue la Via Crucis (capisco) e si arriva al Santuario del Monte Senario, dove, durante il weekend, i frati offrono panini e bevande ai viandanti e producono un liquore all'Abete Bianco, ottimo direi...

Finalmente scavalliamo il monte e cominciamo a scendere, ma non illudiamoci: le salite non sono finite.. In effetti, si attraversano campi fioriti e colline per alcuni chilometri.. Aguzzando la vista, che io non ho, si vede in lontananza Fiesole. A Poggio Capanne, l'atmosfera è quasi magica, si cammina e si ode un un suono cristallino, come di tanti campanellini, che si muovono al soffiare del vento.. 
Un altro saliscendi, tra il fango e i rovi, porta al Passo della Catena, nell'incrocio con Via Catena, da dove si dirama l'ULTIMA VERA salita della Via degli Dei: il Poggio Pratone, sulla cui cima si apre alla vista un grande prato (pensa te)!

Scendiamo, per davvero, lungo un sentiero ciottolato, tra ulivi e glicini in fiore e, dopo poco, entriamo in quei di Fiesole, cittadina davvero carina, con resti archeologici di epoca etrusca e romana e alcune ville di epoca medicea davvero sontuose. Consigliabile imboccare la Vecchia Fiesolana, per evitare il traffico della Provinciale e, soprattutto, per ammirare Firenze dall'alto... 
La fatica è già ripagata da questa veduta, ve l'assicuro.. 



Camminiamo tra le vie del paese, fino ad intravedere il primo cartello stradale con FIRENZE a caratteri cubitali. Costeggiamo il Torrente Mugnone, passiamo la stazione Le Cure, oltrepassiamo i portici di Porta San Gallo, imbocchiamo Via la Marmora prima, Via la Pira poi e, oddio, non ci credo, intravedo la Cupola del Brunelleschi... Sono in Piazza Duomo, circondata da turisti, da carrozze di cavalli, da voci, da sorrisi, da colori.. Ma non è finita qui.. Attraverso Via dei Calzaluoli, ultimi 400 metri, arrivo in Piazza della Signoria.

Ho finito la Via degli Dei.. Non ci credo ancora, nemmeno adesso. Non ho ancora realizzato, quanto posso essere forte, dovrei ricordarmelo più spesso, in ogni ambito della vita. Pensare a quanto sono in grado di fare, da sola, con la mia testa, con la mia determinazione, con la mia tenacia.. E perchè invece in altri aspetti della vita, non lo sono altrettanto? Cos'è che mi frega? Mi servirebbe forse un altro cammino per capirlo, sui carboni ardenti però...

Ho ancora la forza di non tirarmi indietro, di scegliermi la vita masticando ogni passo..










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