La Via degli Dei in quattro giorni: First Day

Un anno fa, in occasione del mio compleanno, mi trovavo a Firenze in Piazza della Signoria e mi ero ripromessa, alzando gli occhi al cielo che avrei raggiunto di nuovo quella Piazza, ma a piedi e in solitaria...   

E così è stato ... 

La programmazione delle tappe e delle soste serali in b&b, l'acquisto di uno zaino capiente e di due bastoncini (prima volta che li avrei utilizzati), la preparazione fisica adatta per affrontare un simile percorso e poi la partenza sabato 15 Aprile in Via Galliera a Bologna.. Ce l'avrei fatta?

Il portico coperto di San Luca è considerato il più lungo del mondo, conta ben 666 arcate che rappresentano il serpente schiacciato poi dalla Madonna posta sulla cima del Santuario. Diciamo che come partenza, con 9,5kg sulle spalle non è il massimo....

Arrivata in cima, si gode di una vista mozzafiato sull'intera città di Bologna e, passata la piazzetta, si intravede il primo cartello identificativo della Via degli Dei. Che emozione ragazzi... Il cammino ha ufficialmente inizio!!

Si prende il sentiero "dei Bregoli" in discesa in direzione del Parco Talon, bellissimo angolo verde a Casalecchio, il cui nome deriva dai Marchesi Talon che anticamente vi costruirono diverse ville... 

Ma muoviamoci, la giornata è appena iniziata e il nostro Cammino è ancora lungo.. 

Si prosegue lungo il Fiume Reno per un lungo tratto pianeggiante, passando a fianco dell'Oasi di San Gherardo. Finalmente, dopo qualche km, cominciamo a salire, in prossimità dei Prati di Mugnano ed, infine, in località Mugnano di Sopra. Poco dopo, sotto le fronde degli alberi, presso La Piazza, ci si può fermare per una pausa deliziosa: un panino alla mortadella, giusta ricarica per affrontare il percorso.

Immettendosi sulla Via delle Orchidee, si comincia ad essere nei paraggi di Badolo, e del Passo Monte del Frate (quota 540 m.); si sentono versi e ruggiti, ma tutto nella norma, derivano dai felini ospitati dal Centro tutela e ricerca fauna esotica e selvatica! 

E ora arriviamo ad uno dei punti più suggestivi dell'intero percorso...


Il vero e proprio simbolo della Via: il Monte Adone. La salita è impegnativa, soprattutto sotto al sole, il terreno è sabbioso, ci sono diversi radici sporgenti e alcuni punti esposti, ma la veduta che si apre sulla Toscana, sull'Appennino e sul paese di Brento è unica. Sulla sommità è presente una croce, sotto la quale la sosta è d'obbligo, si riflette, si pensa e si osserva.. Nulla di più.. 


Incastonato sotto le pendici del Monte, tra le valli del Setta e del Savena, sorge il piccolo borgo di Brento. Vi giuro, è quasi un peccato scendere, sarei stata lì fino al tramonto per ammirare le luci del sole morente illuminare le pareti di roccia...

Ma ormai, dopo più di 30km, comincio a sentire la stanchezza e la voglia di riposare; mi appresto a scendere, fermandomi spesso per scattare qualche foto e riempirmi lo sguardo di bellezza.. Soffia una fresca brezza, odora di primavera e di rinascita..

Supero Brento e mi incammino verso Monzuno, fermandomi presso i Falchi Pellegrini, un b&b super ospitale, dove la cordialità fa da padrone.

Penso a cosa sto facendo, da sola, con le mie forze e nient'altro... Sono riuscita nella prima tappa, sono arrivata dove volevo. Grinta, coraggio e passione. 

Cammina lentamente, non avere fretta, dove devi arrivare è a conoscere te stesso... 

                                 





 

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