La Via degli Dei in quattro giorni: Third Day
E arriviamo a lunedì 17 Aprile, il giorno del mio compleanno! Non sarebbe potuto iniziare meglio: scendo nella saletta del Rifugio, adibito a colazione e i gestori mi portano una tortina con tanto di candelina, augurandomi una splendida giornata, un buon cammino e una buona vita.. Mi sono commossa 💖
Esco e mi incammino verso il confine toscano.. Non sarà una giornata semplice, lo capisco subito: l'aria è davvero fredda, nuvoloni neri mi rincorrono veloci ed inizia a cadere qualche fiocco di neve.. Spunta pure l'arcobaleno! Bah, meteo deciditi e cerca di avere pietà di una "povera viandante"...
Entro sull'Antica Flaminia Militare, blocchi di arenaria spuntano sul selciato, nascosti dal fango e dal muschio; arrivo al Confine Emilia - Toscana, l'emozione è davvero grande, sono arrivata fino a qui! Passo dal Monte Luario, dedicato a Lua, dea romana dell'espiazione, intravedo i resti di una vecchia cava e pure di un forno romano per la calce viva.
Inizia uno dei tratti, a mio parere, più belli della Via: diversi km. in mezzo ad abeti altissimi, il nulla più assoluto intorno se non io stessa e la natura.. Sorpasso il Passo del Passeggere e giungo al punto più alto del Cammino: la cima delle Banditacce (1204m), dove è d'obbligo suonare la campana per segnalare il passaggio!!
Dopo circa due orette sotto una pioggerellina fastidiosa e un forte vento, sbuco dal bosco e mi ritrovo in un luogo a me molto familiare: il Passo della Futa, sosta per alcuni giretti in Ducati, direzione Mugello. Il panino alla finocchiona è lì che mi aspetta, insieme ad un tè caldo!! Segnalo la presenza del Cimitero Germanico, in quanto questo luogo, durante la Seconda Guerra Mondiale, è stato teatro di sanguinosi combattimenti... Non a caso da qui passava la cosiddetta Linea Gotica...
In questo tratto del Cammino, vi sono alcune deviazioni: o si prenda la via del Monte di Fò oppure la strada verso il Monte Gazzaro. Io ho scelto quest'ultima, malgrado il vento tirasse sempre più forte e, arrivata a quota 1125m, sembrava di essere al Passo della Croce Arcana. Oltrepassata la cima, si rientra nuovamente nel bosco e si inizia un lungo tratto di discesa, davvero ripido, con una serie di scalini scavati nella roccia e in mezzo alle radici.
Scendo fino al Passo dell'Osteria Bruciata, il cui nome deriva da una leggenda che narra di un'osteria dove a volta i pellegrini isolati (come la sottoscritta) venivano uccisi durante la notte dalla famiglia dell'oste. Rassicurante vero? Ps: la verità storica è molto meno avvincente, infatti, non la racconterò!
Anche in questo tratto, abbiamo diverse scelte per come proseguire: o verso Sant'Agata o verso San Piero a Sieve, la mia destinazione serale. La discesa è, finalmente conclusa, mettendo a dura prova le mie ginocchia e i miei piedi, che dopo diversi passaggi nel fango, cominciano davvero a fare male. Inizio un tratto asfaltato, circondata da filari di alberi e campi dorati. Sbuca il sole, era ora! Mi volto e capisco di aver fatto una mezza impresa nella mia tappa: sono a più di 35km, con una perdita di dislivello notevole.
Ecco San Piero a Sieve: un paese davvero carino, rinato grazie al passaggio della Via degli Dei. Mi fermo per la notte nel B&B La Pieve: un plauso ai proprietari per come mi hanno accolto e coccolato nel mio soggiorno. Una vera chicca!
Mi riposo e mi preparo per una cenetta coi fiocchi all'Osteria dell'Aglione: una tagliata al sangue e dei gustosi cantucci me li sono proprio meritati e poi è pur sempre il mio compleanno!!!!
"Una strada ti porterà sempre ovunque tu voglia, oltre i confini geografici e politici. I tuoi piedi poggiano sul sentiero che, come un'arteria, è unito al resto del mondo. Basta il primo passo, e milioni di altri che lo seguiranno, finché t'accorgerai che nessun posto è davvero irraggiungibile"






Commenti
Posta un commento