La Via degli Dei in quattro giorni: Second Day


 

La notte passa veloce e porta consiglio: è domenica 16 Aprile e sono già pronta per la partenza alla volta di Monzuno. Tira un filo di vento e si vedono nuvoloni scuri all'orizzonte, ma il fedele 3B Meteo promette sole e così sarà!

Il tratto lungo la provinciale non è dei migliori, ma un gruppo di motociclisti in Harley mi suona il clacson e mi incita ad andare avanti sulla mia strada.. Ragazzi non c'è bisogno nemmeno di dirlo.. Ero carichissima!

Arrivo alla località Selve, dove mi prendo uno spuntino per il pranzo e poi a Tre Fasci, paesini piccoli e davvero poco degni di nota. Finalmente, arrivo a Monzuno, dove uno striscione enorme posto davanti al bar in centro, mi accoglie a braccia aperte. Siamo alle pendici del Monte Venere, spartiacque del Setta, del Sambro e del Savena...




Superato il paese, mi immetto in una salita sterrata, mentre la brezza si è portata via ogni nube, lasciando il posto ad un cielo limpido e ad un sole splendente che illumina i campi intorno a me.. Proseguendo, ci si imbatte in una località davvero particolare, ricca di opere d'arte inserite nel contesto circostante, frutto del lavoro della Comunità Meraki, formata da artisti di vario genere che amano vivere a contatto con la natura. In effetti, è bello sentirsi parte di un albero, sentirsi viva sul selciato, notare ogni particolare e farsi caso anche del cinguettio di un cardellino... 


Il sentiero procede nel mezzo di castagneti, fino ad aprirsi sul Monte Poggio Santa Croce: da qui, volgendo le spalle, si intravede il Monte Adone, spettacolare anche da lontano.
Inizia un delicato saliscendi che porta a Le Croci, piccolo nucleo abitato; si continua ancora un po' prima della sosta per il pranzo arrivando al Monte Galletto, sovrastato dal parco Eolico.

Non a caso, il vento qui sopra è davvero forte, ma pure la vista non è da meno: pensate che si intravede gran parte dell'arco appenninico bolognese e modenese, partendo dal Corno alle Scale, passando per il Cimone e finendo per intravedere il Cusna. Wow...

Fermarsi, rimirare questo spettacolo nel mezzo di un prato dorato è d'obbligo. 

Mi tocca alzarmi e ripartire alla volta di Madonna dei Fornelli, e lo faccio calpestando i primi tratti della Via Romana Antica, che mi accompagnerà per diversi tratti del percorso. Vi giuro che per me è stato parecchio emozionante ritrovarmi a percorrere gli stessi percorsi seguiti dai nostri avi. 


Arrivato al paese, proseguo, in quanto la mia sosta serale è ancora distante. Comincio a salire di quota, attraversando faggete e boschi di abeti rossi, sul selciato fanno sempre bella mostra i lastroni romani e comincia a cadere qualche goccia di pioggia, intervallata da raggi di sole ormai calante...

Passo il Monte dei Cucchi coi suoi 1140m, cammino lungo la via Monte delle Rose, con lo sguardo rivolto sempre verso l'alto, a rimirare le conifere, il fruscio dei rami e il volteggiare leggero degli aghi.. 
Mi trovo a Pian di Balestra, il confine con la Toscana è dietro l'angolo, ma ecco spuntare, in mezzo al nulla o poco più, il Rifugio Casa delle Guardie, ostello con camere private e letti a castello per le comitive. 
I gestori mi hanno fatta sentire a casa, preparata una cena davvero coi fiocchi, offerto un digestivo e regalato attimi di caloroso affetto. Mi sono trovata con altri viandanti, ci siamo parlati, abbiamo condiviso punti di vista, abbiamo descritto la nostra storia e il motivo della partenza... Il cammino è anche questo. Grazie di cuore..

Camminare è un modo magnifico di sgombrare la mente senza tentare di sgombrarla.. 
Ti limiti a camminare e, mentre ti concentri sul camminare, gioia e consapevolezza arrivano naturalmente... 





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