Vedi Napoli... e poi non vedi l'ora di tornarci!
Napoli è stata davvero una scoperta: avevo aspettative altissime, dico la verità, che sono state tutte ampiamente ricompensate.
Sono partita all'avventura nel mese di Dicembre, in uno dei tanti viaggetti in solitaria che decido di affrontare.
"Ma sei matta? Da sola a Napoli? Ma è pericoloso!!!" Queste frasi mi hanno accompagnato per settimane, malgrado fossi in casa col Covid..
Per fortuna, non mi sono fatta scoraggiare e, guarita (sottolineiamo) sono andata a prendere il mio adorato Frecciarossa a Bologna. In poco più di 3h, si arriva in stazione e si esce su Piazza Garibaldi. Dicono che non sia molto raccomandabile come zona, ma, che dire, niente di diverso dalle altre stazioni italiane. Corro a depositare la valigia e via alla scoperta della Città, ma non senza aver assaggiato un piatto Campano Doc: la Caprese.
Vi consiglio di prenotare visite e acquistare relativi biglietti direttamente da Internet: vi risparmierete un sacco di code e, qualche volta, anche qualche eurino. Purtroppo, non sapendo fino all'ultimo, se sarei riuscita a partire, ho dovuto pensare a tutto in treno, non riuscendo ad acquistare il tour per la Cappella di San Severo con il celeberrimo Cristo Velato.. Una scusa per tornare giù.. Eheheh
Ho capito fin da subito che il miglior modo per spostarsi a Napoli sono le proprie gambe, e quindi, potete ben immaginare, non avrei avuto nessun problema nell'affrontare quello che sarebbe stato un bellissimo trekking urbano. Preparatevi a vedere scene incredibili: le strade sono un vero e proprio labirinto, malgrado le principali siano ben riconoscibili; tutto si snoda infatti intorno ai due decumani principali: Via dei Tribunali e Spaccanapoli. Se vi hanno raccontato di tre persone su uno scooter, di macchine in tripla fila o di altarini che sorgono in ogni angolo della città, tranquilli è tutto vero, ed è bellissimo.
Le chiese di Napoli sono circa un migliaio e non starò certo qui ad elencarvele una ad una. Vi basti sapere che sono un grande patrimonio artistico e culturale, unico nel suo genere. Il Duomo, come potete vedere in foto, si erge imponente, con la sua facciata di marmo illuminata dalla luce del sole e, al suo interno, custodisce, il Tesoro di San Gennaro, a cui potete chiedere non una, ma due o tre grazie. Magari vi ascolta...
Il Rione Sanità è una delle via più conosciute di Napoli ed è il primo tratto del lungo vallone che scorre tra le alture della Stella, dei Miracoli, di Capodimonte e di Materdei. Chiamato così per la salubrità della zona: all'epoca era incontaminata ed era sede di miracolose guarigioni che avvenivano nelle Catacombe. Nel corso del 1500, è stato anche sede di residenze nobiliari: segnalo il Palazzo dello Spagnolo, edificio davvero inusuale, con stucchi, scalone aperto, attribuito al Sanfelice.
Oggi è un quartiere vivo, caratteristico di Napoli, nel quale diversi ragazzi di associazioni di volontariato si sono dati da fare per ridare una giusta nomea a questa zona. Ricco di graffiti, disegni sulle pareti, omaggi a Totò, natio di questo rione, mercati all'aperto, luci, colori e un po' di sana caciara.
Vi ho accennato la presenza di Catacombe: ecco non potete perdervele. Un'esperienza unica, adatta anche a chi soffre un po' gli spazi chiusi, dal momento che si estendono sottoterra in spazi davvero ampi. Mi sono recata prima in quelle di san Gennaro, suddivise in due piani, alle quali si accede nei pressi della Chiesa del Buon Consiglio e sono il complesso cimiteriale più grande ed importante dell'Italia Meridionale sia per l'antichità che per gli affreschi alle pareti; per poi procedere in quelle di san Gaudioso con il relativo accesso dal presbiterio della Chiesa di S. Maria della Sanità.
Usate ininterrottamente dall'età paleocristiana al 1600, sono davvero suggestive, in quanto presentano raffigurazioni macabre dei defunti, presente anche una coppia che si tiene per mano!! La cosa più curiosa era il dipingere proprio lo scheletro eretto con un simbolo che andasse ad identificare il defunto, in corrispondenza del punto in cui sporgeva il teschio..
Nell'ambiente delle Cantarelle, poi, si era soliti deporre i corpi a diseccare.
Rimanendo sempre in tema, avrei voluto visitare il cimitero delle Fontanelle, purtroppo ancora chiuso a causa di danni subiti a seguito di un nubifragio alcuni mesi fa. Un'altra scusa per tornare, ah l'avevo già detto.. vabbè.
In un giorno, le cose da vedere sono davvero tante e vi assicuro che si arriva all'orario di cena in men che non si dica: non perdetevi LEI, LA PIZZA. Per me una margherita coi frutti di mare e poi più.
A presto amici, per il prossimo report.
Napoli è una Pompei che non è mai stata sepolta, non è una città, è un mondo...








Commenti
Posta un commento